Flussi di carico, operatori portuali e catene intermodali

Aggiornato al 14 maggio 2026

Porto di Trieste con le banchine commerciali
Porto di Trieste: le banchine del Molo VII, tra i più attivi per il traffico container dell'Adriatico. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA.

La logistica portuale italiana si articola in una serie di operazioni e soggetti strettamente interconnessi. Dal momento in cui una nave ormeggia in banchina fino al ritiro della merce da parte del destinatario finale, entrano in gioco almeno una decina di figure professionali distinte — agenti marittimi, terminal operator, spedizionieri doganali, trasportatori stradali, operatori ferroviari — ognuna con ruoli e responsabilità definiti da normative nazionali ed europee.

Gli attori della catena logistica portuale

L'agente marittimo è il soggetto che rappresenta l'armatore presso le autorità portuali e coordina le operazioni di arrivo e partenza della nave. Si occupa di notificare l'arrivo del mezzo all'Autorità di Sistema Portuale, di gestire le pratiche doganali preventive e di coordinare l'assegnazione della banchina con la capitaneria di porto.

Il terminal operator gestisce fisicamente l'area portuale dove le merci vengono caricate, scaricate e stoccate temporaneamente. Nei grandi porti italiani, i terminal container sono spesso gestiti da grandi compagnie internazionali: MSC attraverso Terminal Investment Limited (TIL) a Genova, PSA International a Vado Ligure, Contship Italia a La Spezia e Gioia Tauro.

Lo spedizioniere doganale (o agente doganale) è la figura che gestisce la documentazione necessaria per lo sdoganamento delle merci in importazione ed esportazione. In Italia, lo sdoganamento avviene attraverso il sistema AIDA (Automazione Integrata Dogane Accise) dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che dal 2023 è integrato con il portale NCTS (New Computerised Transit System) per i transiti intraeuropei.

Il ciclo del container nei porti italiani

Un container in importazione percorre un ciclo operativo preciso dal momento dell'arrivo della nave fino alla consegna al destinatario. Una volta scaricato dalla nave tramite le gru ship-to-shore, il container viene posizionato in un'area di stoccaggio temporanea (yard) secondo un sistema informatizzato di gestione delle posizioni. Da qui, dopo il completamento delle procedure doganali, viene prelevato da un operatore stradale o ferroviario e avviato verso la destinazione finale.

Dwell time: i tempi di sosta

Il dwell time — ovvero il tempo medio di permanenza di un container in porto tra lo scarico dalla nave e l'uscita dal gate — è uno degli indicatori più utilizzati per misurare l'efficienza di un porto. Nei principali porti del Nord Europa (Rotterdam, Amburgo, Anversa) il dwell time medio si attesta intorno ai 2-3 giorni. In Italia, i dati del 2023 elaborati da Assoporti indicano una media di 4,1 giorni per i porti del Tirreno e di 3,6 giorni per quelli dell'Adriatico.

Le cause del dwell time elevato in Italia sono molteplici: procedure doganali più complesse, una quota più alta di merci destinate a piccole e medie imprese con capacità logistiche limitate, carenze nei raccordi ferroviari che impongono un maggiore ricorso al trasporto stradale.

Porto di Ancona con traghetti e cargo
Porto di Ancona: uno dei principali scali adriatici per il traffico Ro-Ro verso la Grecia e i Balcani. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA.

Intermodalità ferro-mare

Il trasporto intermodale — che combina il trasporto marittimo con quello ferroviario o stradale — è una delle priorità della politica dei trasporti dell'Unione Europea. In Italia, i principali corridoi intermodali che fanno capo ai porti sono il Corridoio del Brennero (verso Austria e Germania attraverso Verona), il Corridoio Mediterraneo (da Genova verso Milano e Torino, in prospettiva verso Lione attraverso la linea Torino-Lione) e il Corridoio Adriatico-Baltico (da Trieste verso Vienna, Praga e Varsavia).

Il porto di Trieste è particolarmente attivo sul fronte ferroviario: circa il 20% delle merci in uscita dal porto viene movimentato su rotaia, una quota superiore alla media nazionale (circa 9%) e paragonabile a quella di porti nordeuropei come Amburgo. La Piattaforma Logistica di Trieste gestisce oltre 8.000 treni l'anno verso destinazioni in Austria, Germania, Repubblica Ceca e Ungheria.

Il ruolo delle Zone Logistiche Semplificate

Le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) sono uno strumento introdotto dal decreto legislativo 91/2017 per incentivare gli investimenti nelle aree portuali del Mezzogiorno. Le imprese che si insediano in una ZLS beneficiano di agevolazioni fiscali, procedure amministrative semplificate e accesso prioritario a finanziamenti pubblici. I porti di Napoli, Taranto, Bari, Palermo e Gioia Tauro fanno parte di ZLS istituite dal 2018 in poi.

Dogane e procedura NCTS

Il sistema doganale italiano si basa sul Codice Doganale dell'Unione Europea (CDU, Reg. UE 952/2013) e sulla sua legislazione derivata. Le principali dichiarazioni doganali vengono trasmesse elettronicamente attraverso il sistema AIDA. L'Italia ha completato la transizione al nuovo sistema NCTS fase 5 nel marzo 2024, allineandosi alle scadenze stabilite dalla Commissione europea per tutti gli Stati membri.

Per un'analisi delle rotte commerciali su cui si basano i principali flussi di import-export, consulta l'articolo sulle rotte commerciali nel Mediterraneo. Per una descrizione delle infrastrutture fisiche dei terminal, si rimanda alla sezione sull'infrastruttura portuale italiana.

Fonti: AssoportiAgenzia delle Dogane e dei MonopoliMITDG MOVE, Commissione Europea